.

martedì 2 settembre 2014

PSI

A partire dagli albori della storia, le persone hanno sostenuto che la guarigione può essere indotta con l’aiuto delle mani e della preghiera. In ogni società ci sono state persone che hanno dichiarato di possedere le capacità per migliorare e guarire i sintomi di qualunque malattia. I soggetti che si sono sottoposti a tali trattamenti, hanno esperito sensazioni di freddo, di caldo, brividi e altre simili, e spesso hanno notato un notevole miglioramento di tutti i tipi di dolore associato ad un’accresciuta (o persino rapida) ripresa del proprio stato di salute. Si sono verificati anche rari casi di guarigione istantanea, persino nel caso di gravi malattie quali il cancro. La tendenza della scienza moderna è sempre stata quella di mettere in dubbio l’efficacia delle guarigioni, considerandola niente più di un rituale o di una credenza magica. In tal modo essa tendeva ad attribuire il processo di guarigione a una regressione spontanea della malattia, fenomeno per il quale la scienza moderna non è grado di fornire spiegazioni o teorie attendibili. Di recente, un piccolo numero di scienziati più disponibili, aperti e senza pregiudizi, ha cominciato a prestare attenzione a casi di guarigione e ad esaminare attentamente i risultati. Sebbene il meccanismo sottostante a tali guarigioni costituisca un mistero, certe risposte iniziano comunque ad emergere. Nel suo libro sulle guarigioni intitolato “The PSI of Relief”, lo psichiatra americano Daniel J. Benor ha esaminato la letteratura più recente nell’ambito delle ricerche sulla guarigione, individuando oltre un centinaio di esperimenti condotti con cura e in maniera approfondita che andavano a studiare gli effetti dei poteri curativi. Gli esperimenti erano stati condotti su enzimi, batteri, protozoi, piante, animali ed esseri umani; oltre tre quarti di tali indagini avevano dimostrato importanti effetti postivi, e il libro di Benor tratta proprio alcuni di questi esperimenti. Guarigione: un collegamento psicometrico Il dott. Bernard Grad ha sottoposto Oscar Estebany, un esperto guaritore, a un test nel proprio laboratorio alla McGill University di Montreal. Dopo aver anestetizzato un gran numero di topi, il dott. Grad ha prelevato un piccolo frammento di pelle dalla schiena e ha previsto l’applicazione più volte al giorno dei poteri del guaritore. Per altri era invece prevista una guarigione spontanea senza interventi esterni. Le ferite delle cavie sottoposte al trattamento di Esteban si sono risanate molto più velocemente delle altre. Il dott. Grad ha ripetuto l’esperimento secondo criteri molto rigorosi, ottenendo risultati ancora migliori. Il dott. Grad ha chiesto a Oscar Estebany di trattare le cavie, al fine di prevenire lo sviluppo del gozzo indotto da una dieta a basso contenuto di iodio. Estebany ha mostrato esitazioni all’idea di destinare così tanto tempo alle cavie, tempo in cui avrebbe potuto trattare essere umani, quindi ha proposto di trattarle con del cotone idrofilo – precedentemente caricato con l’energia curativa di Estebany per prevenire lo sviluppo della gotta nei topi. Il cotone doveva essere sistemato nelle gabbie delle cavie. Sebbene scettico, il dott. Grad ha analizzato attentamente i rapporti di Estebany, il quale dichiarava di aver curato persone dando loro vari materiali precedentemente impregnati di qualità curative, e ha deciso di continuare l’esperimento con tali modalità. Il cotone idrofilo precedentemente trattato da Estebany è stato sistemato in alcune gabbie contenenti cavie che mostravano carenze di iodio, mentre il cotone non trattato è stato messo nelle gabbie delle altre cavie. La conclusione? Nel caso del primo gruppo si è manifestata una minore tendenza a sviluppare il gozzo. Resta ancora da chiarire il modo in cui operano tali capacità curative. Una spiegazione è che l’energia curativa sia immagazzinata nell’oggetto che funge da tramite, mentre un’altra spiegazione vede l’oggetto in questione come collegamento psicometrico tra il guaritore e il paziente, al fine di facilitare la guarigione. Sebbene siano stati condotti vari studi in relazione a tali processi, la guarigione sembra consistere in un meccanismo più complesso, che agisce simultaneamente a livello fisico, astrale e mentale. Le persone sono dotate di capacità curative Un gruppo di scienziati del North Carolina Parapsychology Institute ha condotto diversi esperimenti collegati con la guarigione a distanza, utilizzando coppie di cavie da laboratorio anestetizzate. Hanno chiesto a vari guaritori di risvegliare una cavia prima dell’altra e hanno scoperto che riuscivano a farlo con il massimo grado di accuratezza, perfino da dietro uno specchio, ad alcuni metri di distanza dalla cavia. Marilyn Schlitz, della “Mind Science Foundation” di San Antonio, Texas, ha riprodotto questi esperimenti con una sincronizzazione automatica per risvegliare le cavie, ottenendo anche lei dei risultati positivi. I guaritori sostengono che la maggior parte delle persone sono dotate di poteri curativi. Alla Saint Joseph University di Philadelphia, la dott.ssa Carrol Nash ha studiato le capacità degli studenti di aumentare o ritardare la crescita delle colture batteriche di laboratorio. Gli studenti che sostenevano di possedere capacità curative riuscivano molto bene in entrambe le prove utilizzando le proprie capacità a distanza. Per il suo lavoro di dottorato, Joyce Goodrich, psicologa di New York, ha studiato le sensazioni provate da pazienti umani per verificare la possibilità di percepire le capacità curative a distanza. Ha chiesto di prestare attenzione al flusso curativo in una data ora del giorno, senza però informare che tale flusso era inviato solo in certi giorni. Gli specialisti hanno utilizzato le testimonianze dei pazienti al fine di individuare i giorni in cui il flusso veniva trasmesso. La capacità di curare può essere appresa In una certa misura è possibile apprendere le capacità curative. Due esperte veggenti e guaritrici, le dott.sse Dolores Krieger e Dora Kunz, hanno sviluppato alla New York University un metodo curativo denominato “Tocco Terapeutico”. Esse hanno formato migliaia di infermieri e di soggetti non professionisti, provenienti dagli Stati Uniti e da altri paesi, insegnando loro a sviluppare le proprie capacità curative. Insieme ad alcuni dei suoi studenti, la dott.ssa Krieger ha condotto alcuni esperimenti, dimostrando che il tocco terapeutico è capace di innalzare il livello di emoglobina, ridurre l’ansia ed eliminare il mal di testa. Nel corso della prima lezione, gli studenti – futuri guaritori – restano in silenzio e concentrano la propria attenzione su una singola cosa. La fase successiva è di passare le mani sul corpo del paziente senza toccarlo, mentre si cerca di percepire sensazioni quali caldo, freddo, brividi. Successivamente gli studenti informano i pazienti sullo stato di salute o di malattia delle varie parti del corpo, e quindi trattano le aree in cui si registra troppa o troppo poca energia, ponendo le mani in prossimità di quella parte, oppure sul corpo, e visualizzando l’energia che passa tra loro e il paziente. Il dott. Lawrence Leshan, psicologo di New York, ha trattato molti pazienti malati di cancro. Egli aveva cominciato a studiare le capacità curative perché intendeva dimostrare che si trattava di una frode pericolosa, mettendo in guardia le persone nei confronti dei soggetti che offrono false speranze. All’epoca egli credeva seriamente che le persone perdessero tempo prezioso, mentre avrebbero potuto trarre beneficio dalle terapie convenzionali. Tuttavia, dopo aver avuto contatti con guaritori davvero dotati, ha cambiato idea, colpito dal fatto che le capacità curative davano i risultati attesi. Leshan ha identificato tre stadi associati alle capacità curative: concentrazione, cura del paziente e attenzione sul collegamento guaritore-paziente e sulla situazione complessiva. Partendo con la meditazione, egli ha scoperto di essere capace di realizzare da sé le tre fasi e si è così trasformato in guaritore e ha insegnato il metodo ad altri. I guaritori sostengono che gli effetti benefici possono verificarsi su vari livelli: a livello mentale, emotivo e spirituale, anche quando non sono presenti risultati visibili a livello fisico. Da sola la fede non è sufficiente, il paziente ha bisogno di credere nel guaritore o nei suoi metodi affinché gli effetti curativi si manifestino, ma ha bisogno di credere anche nelle proprie capacità curative. Capacità curative: una scienza? In Gran Bretagna la maggior parte delle persone impara a sviluppare capacità curative frequentando organizzazioni come la National Federation for Spiritual Healing. Molte di queste organizzazioni si sono riunite nel tempo sotto il nome di Confederation of Healing Organizations. Esse insegnano i fondamenti sulle modalità di condotta, organizzano esperimenti clinici al fine di provare l’efficacia delle capacità curative, e si sforzano di migliorare i rapporti di collaborazione con i medici. Grazie alla CHO, un terzo delle autorità mediche ha accettato di distribuire ai medici liste di guaritori registrati ai quali i pazienti possono rivolgersi. Negli USA le capacità curative rappresentano una questione individuale. Sebbene le persone possano studiare tecniche particolari, non esistono organizzazioni ben definite in cui fare pratica. All’interno della scienza convenzionale, le capacità curative non dispongono di un contesto ben definito intorno al quale sia possibile costruire una teoria. Tuttavia la moderna fisica contiene ipotesi – riguardo a onde, particelle, azione a distanza, interazione tra osservatore e materia o sostanza – che potrebbero suggerire l’avvio di un collegamento con quella che un tempo era un’usanza popolare e che oggi promette di trasformarsi in una vera e propria scienza.

Nessun commento:

Posta un commento